Tipologie di biomasse

Tipoligie di biomasse

La filiera delle biomasse ligneo-cellulosiche (solide) è la più diffusa e consolidata sul territorio salentino poiché il legno costituisce storicamente una delle principali fonti per la produzione di energia rinnovabile. Essa vanta un bilancio ambientale indubbiamente favorevole e buoni rendimenti energetici, che hanno contribuito a renderla un mercato in espansione, sia a livello industriale sia per uso domestico.

Tra le biomasse ligneo-cellulosiche più diffuse abbiamo:

  • LEGNA: si produce a partire dal fusto principalmente di conifere e latifoglie adeguatamente frazionato ed essiccato. Può alimentare caminetti tradizionali, termocamini, stufe;
  • CIPPATO: si tratta di legno di provenienza agricolo-forestale (tronchi e ramaglie) sminuzzato in scaglie (chips) da macchine cippatrici. Alimenta in genere caldaie o cogeneratori di media-grande potenza;
  • PELLET: legno polverizzato e compresso a fomare cilindretti con un potere calorifico all’incirca doppio rispetto a quello della legna e residuo di ceneri molto inferiore. Può essere prodotto anche da segatura di scarto della filiera industriale del legno. Alimenta i moderni generatori di calore quali termocamini, stufe e caldaie;
  • SANSA DI OLIVE: sottoprodotto della industria olearia, costituito dal residuo solido (bucce, parte della polpa, noccioli) della lavorazione delle olive. Utilizzata tradizionalmente in stufe e bruciatori;
  • NOCCIOLINO: ricavato dalla sansa di olive a valle della seconda estrazione di olio, possiede un alto potere calorifico. Viene impiegato in termocamini, stufe e caldaie in genere a policombustibile;
  • GUSCI e NOCCIOLI: di diversa provenienza, alimentano in genere bruciatori a policombustibile.

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